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Dal Credito Cooperativo
29/04/2019
Rogo di Notre Dame. Messaggio di Federcasse alle organizzazioni bancarie cooperative francesi.

A seguito del violento e drammatico incendio che nella serata del 15 aprile ha distrutto la Cattedrale parigina di Notre Dame, Federcasse – a nome dell’intero Credito Cooperativo italiano – ha inviato una lettera ai Presidenti e Direttori delle principali organizzazioni bancarie cooperative francesi: Credit Mutuel, Credit Agricole, Associazione delle Banche Popolari Francesi.

Nella lettera – a firma del Presidente dell’Erba e del Direttore Generale Gatti - si legge: “Ciò che è successo a Parigi non può non toccarci. Le fiamme attorno alle guglie di Notre Dame ci hanno lasciati senza parole, sgomenti. Un pezzo di Patrimonio dell’Umanità che si sgretolava, un fatto che ci ha fatto sentire fragili, precari e impotenti”. “ Eppure – prosegue la lettera – siamo certi che ciascuno di noi ha pensato, almeno un momento, ai luoghi in cui ogni giorno lavoriamo: e se fosse successo a Palazzo Vecchio? Se ad andare a fuoco fossero state le sale di un nostro museo, se fosse capitato a Firenze?”

“Come ben sapete – continua la lettera - il centro storico della nostra città (Roma, Ndr) è stato decretato dall’Unesco “Patrimonio dell’Umanità”, proprio come lo é la Cattedrale di Notre Dame. Tutti noi sappiamo che Parigi senza Notre Dame, non è Parigi! Se perdessimo la Torre di Arnolfo sarebbe un disastro non solo per noi, ma per tutto il pianeta. Firenze non sarebbe Firenze! Allo stesso modo ciò che è accaduto a Parigi riguarda anche noi, come cittadini del mondo, come europei e come lavoratori della cultura”.

“Cari amici - termina la lettera – mentre vi esprimiamo la nostra vicinanza in questa drammatica circostanza, siamo al tempo stesso confortati dalla volontà dei francesi, e di tutti coloro che sentono di condividere un medesimo destino, di restaurare l’integrità di Notre Dame. Restituendola non solo a Parigi, ma a tutti. Ci vorrà il tempo necessario, ma ci si riuscirà. E’ nelle prove che si rileva la tempra degli uomini”.

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